Cover di Pink

Pink (2005)

Boris

Metal Stoner Rock Sludge Metal Punk Noise Rock

Di copertine rosa shocking nel metal non se ne vedono tutti i giorni. La più famosa è probabilmente quella di Sunbather dei Deafheaven, ma qualche anno prima ci hanno già provato loro, i Boris, direttamente dal Paese del Sol Levante. Non è un paragone che si ferma alla coperta: quando nel 2016 Pink è stato ristampato, la critica (Consequence, tra gli altri) ha fatto lo stesso identico accostamento a Sunbather, notando come entrambi i dischi riescano ad aprire il metal a un pubblico che di metal di solito non ne ascolta.

Ma chi sono i Boris e perché finiscono dentro The Crate? Sono una band nata a Tokyo nel 1992, e la loro caratteristica principale è fare un metal estremamente contaminato da direzioni diverse. Pink è il loro nono disco, e forse quello che più è riuscito a uscire dal Giappone e farsi notare in giro per il mondo. Rappresenta benissimo il loro eclettismo musicale.

Il disco si apre con Farewell, un brano che si muove tra shoegaze e drone: atmosfera post-apocalittica, lenta, di ispirazione anche stoner, con la voce che si fonde nelle distorsioni del basso e della chitarra prima di aprirsi in un melodismo quasi epico. Per poi passare alla title track, che invece si apre subito in maniera più aggressiva ed energica, di matrice noise rock. È anche una delle tracce più belle del disco, per il lavoro magistrale alla batteria e la parte vocale melodica.

Ma il disco non si ferma qui. Woman on the Screen arriva con tutta la sua energia di deriva punk, sia musicalmente che vocalmente. Blackout riporta tutto su un registro più lento, super atmosferico e degno del miglior sludge metal, dove le poche parole pronunciate suonano oscure ed esoteriche come non mai — e qui il giapponese fa qualcosa che forse l'inglese non riesce a fare. A chiudere il disco, quasi specularmente rispetto a Farewell, c'è Just Abandoned My-Self: dieci minuti (diciotto nell'edizione estesa) di puro drone, il momento in cui i Boris si avvicinano di più a un suono alla Sunn O))).

Insomma, Pink è un ottimo esempio di cosa succede quando una band riesce a mettere insieme sonorità a volte diverse, a volte affini, ma in modo tale che tutto funzioni bene e non suoni forzato. Un disco che sicuramente non ti annoia e non scorre mai uguale a se stesso.

aggressivo sognante ipnotico

Miglior traccia: Pink

Hits: Blackout, Pink

85
Tier 3° · Rank 217°
9 Jul 2026
Produzione 2.5/3.0
Voce / Testi 2.5/3.0
Tracce 11
Durata 47 min