Inferno (2026)
Boards of Canada
Se sei arrivato qui cercando musica atmosferica ed elettronica, siediti: questo è uno di quei dischi che richiedono tempo e buone cuffie.
Inferno è il quinto album dei Boards of Canada — Mike Sandison e Marcus Eoin, duo scozzese che da oltre trent'anni costruisce la propria musica con campioni, frammenti di documentari e programmi televisivi d'epoca, sintetizzatori analogici e un'estetica che evoca memorie di un passato che forse non è mai esistito. La così detta hauntology music, un termine che calza perfettamente al loro mondo sonoro. Tredici anni di silenzio separano Inferno dal precedente Tomorrow's Harvest, ma il disco vale indipendentemente dall'attesa: non è un ritorno in senso trionfalistico, è semplicemente un nuovo capitolo che si inserisce nella loro discografia come se il tempo non fosse mai passato — o come se tutto quel tempo fosse diventato parte del suono.
Il titolo non è decorativo. Inferno è quello che senti nelle progressioni ambient-elettroniche, ma non l'inferno delle fiamme — è l'inferno di dopo, il paesaggio desertico e silenzioso che rimane quando l'apocalisse si è già abbattuta e se n'è andata. I beep di Memory Death, che rallentano come un elettrocardiogramma agli ultimi colpi, lo dicono senza bisogno di parole. E da quel punto in poi il disco non torna indietro: l'unica direzione possibile è verso l'alto, verso una dimensione cosmica e quasi spirituale che diventa l'orizzonte dell'intero ascolto.
Questo movimento si ritrova nei titoli, nei campioni, nelle strutture. Prophecy at 1420 MHz non è un titolo a caso: 1420 megahertz è la frequenza di emissione dell'idrogeno, l'elemento più abbondante dell'universo, quella su cui da decenni si punta l'antenna quando si cerca qualcosa nello spazio profondo. Hydrogen Helium Lithium Leviathan percorre la tavola periodica come fosse una litania. E poi c'è Naraka — il termine sanscrito per gli inferi —, dove una voce intona qualcosa che suona come un canto Hare Krishna: religiosità e cosmo che si sovrappongono, due modi diversi di cercare contatto con qualcosa di più grande. È il punto in cui il disco rivela più chiaramente cosa sta facendo.
Inferno è un disco atmosferico, disteso, pensato per essere ascoltato dall'inizio alla fine. Settanta minuti in cui il terreno bruciato dell'apocalisse e lo spazio profondo si toccano, tenuti insieme dalla stessa musica che i Boards of Canada hanno sempre saputo fare e che pochi altri sanno fare altrettanto bene.
Miglior traccia: Naraka
Hits: Naraka, Father And Son, Blood in The Labyrinth