Under the Sign of the Black Mark (1987) ✰
Bathory
Under the Sign of the Black Mark è il terzo disco della band metal svedese Bathory ed è considerato uno dei primi dischi black metal della storia, fondamentale per l'influenza esercitata nella nascita e nello sviluppo della prima vera scena black metal, ovvero quella norvegese.
Il disco ti porta davvero all'inferno: alla voce, Quorthon sfoggia uno scream demoniaco e più rapido rispetto a quello tipico di altri dischi del genere, contribuendo a imprimere al tutto un ritmo più serrato rispetto agli standard del black metal norvegese. Il suono è ovviamente grezzo e aggressivo, e i testi sono violenti, con numerosi riferimenti alla morte e agli inferi, spesso attinti dalla mitologia norrena — Lend me the eight legged black stallion of Odin and I'll have my vengeance / Oh I'll with desire.
Tra le tracce più dirompenti e forti del disco non si possono non citare Woman of Dark Desires — un omaggio alla contessa Erzsébet Báthory che ha ispirato il nome della band — Call from the Grave e Equimanthorn. Fun fact: la scelta di ispirarsi a questa contessa non è causale: era una nobildonna ungherese del XVI secolo considerata una sadica e una serial killer spietata, spesso rinominata “Contessa Dracula”.
È un disco fondamentale, forse meno citato di altri lavori proto-black e proto-death coevi — su tutti Reign in Blood degli Slayer, uscito lo stesso anno — ma che negli anni è stato ampiamente rivalutato per l'impatto decisivo che ha avuto sulla generazione successiva del metal estremo.
Miglior traccia: Equimanthorn
Hits: Woman of Dark Desires, Call from the Grave, Equimanthorn