17 ago 2022
91
Asunojokei
アイランド
17 ago 2022
Metal
Blackgaze
Post-hardcore
Tier 2°
Rank 120°
Tracce 11
Durata 52 min
La recensione
Cosa deve fare bene un disco blackgaze? Costruire quell’atmosfera sonora sospesa e nebbiosa, intrecciata nella melodia, che ti tiene sull’orlo del rasoio prima che i blast beat entrino a devastare tutto. Gli Asunojokei, band giapponese di Taito arrivata al secondo album ufficiale dopo l’esordio del 2018, ci riescono benissimo e consegnano uno dei progetti meglio riusciti del genere.
Il modello è quel blackgaze “solare” alla Sunbather, fatto di note calde e chitarre che intrecciano melodie e brillano di luce propria. L’immaginario è quello di terre calde più che di inverni gelidi norvegesi, e non a caso il titolo, Island, e la copertina richiamano questi mondi. Poi arrivano i blast beat, potenti e martellanti, a entrare in tracce come Chimera (キメラ) o The Forgotten Ones (忘却過ぎし), giusto per citare due brani che riteniamo tra i migliori.
La voce è l’elemento più particolare e potrebbe non piacere su queste sonorità: uno scream che guarda più allo screamo e al post-hardcore che a quello acuto e angosciante del black metal, e che al primo ascolto può sembrare fuori luogo. Ma è un disco che cresce. Man mano che capisci come si muovono i brani, tra sospensione e deflagrazione, anche la voce trova il suo posto e inizi ad apprezzarla. Un gran disco, che funziona bene.
Il modello è quel blackgaze “solare” alla Sunbather, fatto di note calde e chitarre che intrecciano melodie e brillano di luce propria. L’immaginario è quello di terre calde più che di inverni gelidi norvegesi, e non a caso il titolo, Island, e la copertina richiamano questi mondi. Poi arrivano i blast beat, potenti e martellanti, a entrare in tracce come Chimera (キメラ) o The Forgotten Ones (忘却過ぎし), giusto per citare due brani che riteniamo tra i migliori.
La voce è l’elemento più particolare e potrebbe non piacere su queste sonorità: uno scream che guarda più allo screamo e al post-hardcore che a quello acuto e angosciante del black metal, e che al primo ascolto può sembrare fuori luogo. Ma è un disco che cresce. Man mano che capisci come si muovono i brani, tra sospensione e deflagrazione, anche la voce trova il suo posto e inizi ad apprezzarla. Un gran disco, che funziona bene.
Mood
aggressivo
malinconico
Brani imperdibili
Heavenward (臨界) · Chimera (キメラ) · Footprints (土踏まず)
Profilo sonoro
Scheda
Uscita17 ago 2022
Tracce11
Durata52 min
Recensito il
15 ott 2026