Hai paura del buio? (1997) ✰
Afterhours
È il 1997, ed è un periodo complicato per uno dei gruppi più importanti dell'indie/alternative rock italiano: la Vox Pop, l'etichetta fondata tra l'altro dallo stesso Manuel Agnelli, chiude per difficoltà economiche e per la difficoltà a stare dietro all'industria musicale dell'epoca. È in questo momento che gli Afterhours, probabilmente anche a causa della frustrazione, producono uno dei loro dischi migliori, quello che spesso viene considerato il punto più alto della loro carriera. A crederci sarà la neonata Mescal, che pubblica il disco proprio mentre la band è senza casa discografica.
Hai paura del buio? è uno dei dischi più completi che puoi trovare nella scena rock italiana. Lungo le 19 tracce che lo compongono la band passa dal post-grunge all'alternative rock, da momenti più hard-rock fino al noise rock più rumoroso e a riferimenti quasi hardcore-punk, senza tralasciare momenti più dolci, quasi cantautorali. Manuel Agnelli alterna canti melodici e sussurrati a scream aggressivi, dimostrando una versatilità vocale unica. Non è un disco facile da assimilare al primo ascolto, non per una reale complessità musicale ma per l'estrema varietà, sommata a una lunghezza tutt'altro che breve.
Lato testi, la band ricorre al cut-up, la tecnica di ispirazione burroughsiana che consiste nel tagliare parole e frasi di un testo scritto e ricomporre i frammenti in modo nuovo. Il risultato sono testi che spesso risultano insensati, criptici, ma comunque evocativi nel descrivere il mood dei brani.
È un disco che non molla quasi mai forza, intensità e bellezza, ma ci sono momenti sicuramente da menzionare: Pelle, un brano che mischia vene cantautorali dolci e melodiche a una produzione che alterna le note che cullano dei violini all'aggressività del rock più duro; Rapace, con un ritornello in scream dove Manuel sembra davvero fare il verso di un rapace; la misteriosa Simbiosi; Terrorswing, traccia puramente strumentale sospesa tra hard e noise rock; o la celeberrima Male di miele, post-grunge con un ritornello che entra in testa subito.
Se sei alla scoperta del rock italiano, questo disco è un passaggio obbligato e difficilmente ti deluderà: con la sua versatilità, le probabilità di trovare più di una manciata di brani da tenere in playlist sono molto alte. Ed è anche per questo che Hai paura del buio? resta uno dei vertici assoluti del rock italiano degli anni '90: un disco che, a distanza di quasi trent'anni, funziona ancora come funzionava allora — non come un pezzo di storia da studiare, ma come qualcosa da riascoltare e lasciarsi travolgere.
Miglior traccia: Pelle
Hits: Pelle, Rapace