Cover di IO
29 mag 2026
86

18K

IO

29 mag 2026

Hip-Hop/Rap Rage Electronic Emo Rap
Tier Rank 185° Tracce 17 Durata 49 min

La recensione

Nella scena attuale, 18K non assomiglia a nessun altro rapper. Non cerca la rima figa, non punta sul flex, non costruisce i brani intorno alla tecnica. La sua forza sta altrove, in una sincerità viscerale, in un mondo emotivo fatto di disagio, crisi esistenziale e voglia di esplodere, che si percepisce dalle parole prima ancora che dalle scelte stilistiche. IO è il disco in cui questa dimensione trova la sua forma più compiuta.

A sorreggerla c'è una scelta sonora precisa e coerente: niente trap banale, niente che suoni come il rap italiano del momento. Le produzioni vanno verso un'elettronica distorta, quasi caotica, con accenni di rage e influenze che potrebbero arrivare tranquillamente dall’industrial, dal metalcore o dal drone — una texture che a tratti ricorda certi momenti di 2ollis o di Playboi Carti, quel mood emotivo sospeso su beat che sembra vogliano elettrificarti. E il merito va a due produttori relativamente nuovi nella scena, Drose e 4997, che però stanno già dimostrando di essere tra i produttori più innovativi e originali del momento. In Anti Anti emergeva già questa direzione; qui è portata ancora più all'estremo, specialmente in tracce come HowToBasic, Fottuto Coltello o Come 6?.

Apprezzabile anche la scelta dei featuring: Visino Bianco, Macello, Unk, Vegas Jones, Latrelle — nomi che ruotano attorno al suo progetto o che comunque ne condividono l'identità, senza svendere la coerenza del disco per inseguire un pubblico più largo. Quasi una dichiarazione di intenti, in un momento in cui 18K si sta avvicinando sempre di più al grande pubblico. E nei testi torna spesso: in strada che sboccia una boccia del bangla / fanculo la boccia di Asti — voglia di riaffermare le proprie origini, rifiuto di cambiare per il successo.

Se ti dà fastidio la bestemmia, stai lontano da questo disco, perché è un elemento ricorrente. Ma bollarlo come disco blasfemo sarebbe riduttivo e banale. Il disco è infatti costellato di riferimenti religiosi e alla spiritualità in generale, a partire dalla traccia d’apertura Ho visto Cristo, che si apre citando direttamente il Salmo 23 — "Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla". Bestemmia e preghiera convivono, quasi un bipolarismo che rispecchia l’IO di cui 18K ci parla lungo tutto il disco.

Il progetto è lungo — 17 tracce — e qualche momento meno forte c'è. Ma nel complesso è un ottimo disco, e se ti sei stufato della solita trap all'italiana ti darà parecchie soddisfazioni.

Mood

malinconico aggressivo angosciante

Brani imperdibili

Ho visto Cristo · FOTTUTO COLTELLO · HowToBasic

Profilo sonoro

Scheda

Uscita29 mag 2026
Tracce17
Durata49 min
Recensito il 5 giu 2026